utente anonimo in Tra una sentenza ed ...
utente anonimo in Un mare di studio
utente anonimo in Carramba che sorpres...
utente anonimo in Bowling
utente anonimo in Carramba che sorpres...
barlo86 in Cazzone italiano (Uo...
utente anonimo in Cazzone italiano (Uo...
visitato *loading* volte
Qualche tempo fa la Nike ha fatto una pubblicità in cui faceva giocare in una "gabbia" calciatori famosi.
Quel gioco-senza però le star del soccer- è ora praticato nella mia università, in cui oggi è iniziato il torneo indoor.
Non esiste la rimessa dalla linea laterale: se tocca il muro la palla è ancora in giocoe così ci sono tantissime carambole e passaggi ai compagni sfruttando il rimbalzo.
E' molto divertente da arbitrare, vedere e giocare.
Ovviamente anche a questo torneo giocano molto ragazze ed il livello di alcune partite è alto.
Trovo un pò di difficoltà nello spostamento, ma mi abituerò.
Quando hanno controllato le pagine della rete universitaria ed hanno scoperto che non sono iscritto in nessun corso per il prossimo semestre, i miei amici americani hanno capito che è proprio vero.
Tra un mese andrò via.
Loro invece speravano che fosse uno scherzo, che fin dal primo giorno li prendessi in giro.
Ed invece con sommo dispiacere mio e loro la mia avventura sta per finire.
Intanto, è finito il torneo "esterno" di calcio a 11.
Ho avuto l'onore di arbitrare (Bene) la finale, vinta con uno striminzito 1-0 da una squadra che ha dominato tutto il campionato, ma nella finale ha tentennato ed ha vinto per un gol segnato rocambolescamente negli ultimi minuti.
Un pò come il pareggio del Barletta a Brindisi, per molti visto come "eroico"
Continuo la preparazione ai miei esami, che saranno tutti "open book" ed alcuni anche "open internet".
Cioè significa che possiamo usare i libri ed anche Internet durante l'esame.
Ciò non significa che sia facile, anzi....
Mentre sto andando a dormire immagino alcuni di voi appena alzati o comunque nella fase finale del loro sonno.
Io sono steso sul letto, ed appena finisco il pezzo chiudo gli occhi...
GOOOOOOOOOOOOOOOOOD MORNING BARLETTA
Assistere ad una partita di Basket con degli amici americani non ha prezzo.
Non soltanto perchè entrando con loro, per motivi misteriosi, non ho pagato il biglietto ed ho visto la partita a bordocampo, ma anche perchè ho avuto modo di fare centinaia di domande sul regolamento e sul funzionamento del "meccanismo sportivo" dei college, una cosa molto complessa.
La prima, grossa, differenza tra il Basket dei college ed il calcio di Serie A è che il tifo è organizzato dalla società di casa e non dai vari "gruppi ultras". Attraverso la banda musicale, che suona in continuazione negli intervalli e nei time out, e le cheerleaders, che con il loro corpo dirigono il tifo, gli spettatori sono invitati continuamente ad urlare od a fare gesti, a seconda della situazione.
Geniale la coreografia per i tiri liberi, l'equivalente dei calci di rigore: quando li battono la squadra avversaria stanno tutti in silenzio ma lanciano un urlo proprio nel momento in cui il giocatore lo tira. Stasera gli avversari hanno sbagliato il 90% dei tiri liberi.
Quanto alla "gestione finanziaria" della squadra, i giocatori, una quindicina in tutto, non pagano praticamente nulla_ nè l'iscrizione all'Università (45mila dollari) nè l'alloggio (circa 7000 dollari l'anno) nè cibo o libri.
In sostanza, ricevono in vario modo circa 60mila euro.
Mi ha molto sorpreso il fatto che non soltanto i giocatori di Basket e Football Americano (i due maggiori sport), ma anche le cheerleaders, una ventina in tutto, ricevono la borsa di studio completa (Scholarship) così come i giocatori. Molto strano.
Giovedì ho visitato una prigione federale ed una statale.
La Prigione Federale di Raleigh è un "centro di eccellenza" in cui i detenuti "più bravi" vengono trasferiti e passano la loro giornata a cucire le camicie per l'esercito (venendo poi retribuiti), a dipingere od a lavorare con la ceramica oppure a fare esercizi in palestra.
Diversa la situazione nel carcere statale di massima sicurezza, con tantissimi detenuti giovanissimi rinchiusi in dormitori chiusi da vetri trasparente, come se fossero in un acquario.
Tremenda tristezza.
A BArletta solo le 6,43. Se non siete già svegli, lo sarete tra qualche ora.
GOOOOOOOOOOOOOOOOOD MORNING; BARLETTA
A Barletta l'11 Novembre è la festa dei cornuti.
Non chiedetemi il perchè. Da adolescente ho provato in tutti i modi a spiegarmelo, e poi ho raggiunto la conclusione che il numero che nella data si ripete due volte (11) rappresenti proprio le corna.
Dunque, oggi è stata la festa dei cornuti.
E così ho avuto la brillante idea di organizzare un piccolo party con tutti gli arbitri del campus.
Ovviamente non ho detto loro il significato del termine "cornuto", ho solamente fatto "capitare" questa data.
E gli ho fatto un grosso scherzo: facendo credere che ci fosse abbastanza birra ho detto loro di portare altro.
Risultato: c'erano tante bottiglie quanti partecipanti (una a testa) e ciò nonostante ci siamo divertiti tantissimo a giocare ad un gioco di società americano in cui i partecipanti devono far indovinare alla propria squadra una "parola misteriosa" senza pronunciarla (ovviamente).
Ed abbiamo mangiato tanta pasta (da me cucinata) con biscotti tipicamente americani.
Ci siamo divertiti senza ubriacarci.
I miei studi continuano galoppanti verso gli esami.
E domani visito il carcere di Massima Sicurezza del North Carolina....
Good Morning, Barletta!
Suddenly I see è la colonna sonora di ogni mattina.
E' la canzone con cui si apre "Il Diavolo veste Prada", ed è ottima per iniziare.
Mi sveglio verso le sette e tre quarti d'ora dopo sono fuori casa, e con l'autobus o con la macchina di Rani, Amico Israeliano, raggiungo la Law School.
Meglio: prima di raggiungerla ci fermiamo al distributore gratuito di giornali e prendiamo il New York Times ed il Financial.
Poi in biblioteca stampo la mia rassegna stampa personale: tutti gli articoli del giorno che parlano di Banking Regulation, Italy, Berlusconi, Corporate Finance, International Law, United Nation e Catholic Church.
Queste, più o meno sono le parole chiave.
Alle 8,30 iniziano le lezioni, e la mia giornata si alterna tra classi e biblioteca.
Normalmente pranzo in Università e prendo un ottimo caffè americano nel pian terreno della Duke Chapel: è ottimo e costa 50 centesimi di dollaro.
Esco con gli amici una volta a settimana, Venerdì o Sabato e, vi assicuro, non sono quello che esce di meno.
In tanti non escono per niente (soprattutto studenti americani).
La biblioteca della Law School è un posto un pò incantato.
Si entra dal terzo piano e negli ultimi due piani si può parlare (ed anche chiamare con Skype), mentre i primi due servono per lo studio e c'è assoluto silenzio.
Arbitrare ed abitare nel campus è strano.
Al mattino mentre vado a scuola, o mentre cammino dopo pranzo od ancora alla sera, in moltissimi mi salutano e mi invitano a feste e festicciole varie. Molti sono più piccoli di me di qualche anno, sono undergraduate, e così preferisco non partecipare alle loro feste in cui sarei uno dei pochi "grandi".
Ma è strano vedere i calciatori che arbitro la sera, e con cui magari ho discusso animatamente durante la partita, salutarmi e parlarmi normalmente la mattina, senza che loro facciano nessun riferimento alla partita.
Anche quando assegno un rigore all'ultimo minuto.
Sono davvero stanco in questi giorni e pieno di studio....
GOOOOOOOOOOOOOD MORNING; BARLETTA!
Si, alla fine alla festa ci sono andato.
Per 24h i miei compagni di classe mi hanno assediato, chiedendomi di andare vestito da arbitro.
Ora, ho un certo rispetto per ciò che faccio e poi se mi vestissi da arbitro i calciatori di casa nostra avrebbero avuto ragione ad apostrofarmi "Arbitro! Sei un carnevale!".
Mi sono vestito da Vito Corleone, il Padrino: giacca, cravatta, rosa nel taschino ed un cappello da mafioso in testa.
Alla fine vedendo le foto su Facebook ho scoperto che molti miei compagni in scambio si sono vestiti così.
Quando ero alla scuola superiore la mia amica Marinella organizzava delle ottime feste di Halloween a Montaltino, frazione in campagna della nostra città.
Per inciso, è rimasta nella storia una in cui la nostra celebre compagna di classe Carmen ha cantato la "Colita" al microfono mentre tutti la ballavano.
In ogni caso, la festa della Law School di Venerdì sera- pagata dall'Università 20.000 dollari- non aveva molto di più di quelle organizzate da Marinella a Montaltino.
DJ dal vivo (ed alle nostre feste c'era Carmen che cantava pure), cibo (ed a Montaltino ce n'era sempre a volontà) e massimo due drink alcolici.
Infatti gli amici internazionali preoccupati per il troppo poco alcool che avrebbero potuto bere sono arrivati alla festa già completamente ubriachi. L'Università, infatti, aveva organizzato appositi autobus, per cui non avevano nemmeno la preoccupazione di dover guidare.
Un appunto: pochissimi erano vestiti da diavoli o da scheletri. Più che HAlloween sembrava il nostro carnevale, c'erano tutti i tipi di costume. Il più quotato era sicuramente quello da ape. Il più fantasioso un studente americano che si è vestito da BlueBook: un libro che qui usano tutti gli studenti di legge che contiene le istruzioni per le citazioni dei casi e degli articoli delle riviste.
E' stato un Halloween molto allegro.
Da queste parti è arrivata la pioggia intensa, tuttavia gli americani non mettono da parte i loro infradito. Certo, appaiono molto "scocchiati" (tipica parola barlettana intraducibile): si mettono camicia, felpa, sciarpa, pantaloncini corti ed infradito. Ditemi se sono normali.
Chi non porta gli infradito, invece, usa degli stivali impermeabili che arrivano alle ginocchia come se si trovasse a Venezia con l'acqua alta.
Per dirla in una frase: sono i soliti esagerati.
Sabato sera non sono stato da nessuna parte. In questi giorni sto scrivendo un articolo ed ho pochissimo tempo libero. Infatti anche il blog ne ha risentito.
Sono tornate 6 ore di differenza. Tra un pò vi sveglierete, probabilmente.
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOD MORNING, BARLETTA!
"Bari? E' vicino Milano. Le orecchiette? Sono orribili, si mangiano con gli animali".
Un mio compagno di classe argentino è cittadino italiano.
Sua nonna è originaria di Potenza (vicino Roma per lui) e quindi lui ha fatto
Non è mai stato nella nostra nazione, mi ha dato quelle risposte quando gli ho chiesto se sapesse dove fosse Bari e se avesse mai mangiato le orecchiette.
Non sa nemmeno parlare l'italiano.
Ma non solo ha il mio stesso passaporto, ma vota anche per il nostro parlamento.
Non me la prendo con lui, ovviamente, ma con chi ha dato il voto agli italiani all'estero. In fondo molti di loro non sanno nemmeno cosa succede nel nostro Paese e quali sono i partiti.
Della Lega Nord, per esempio, non aveva mai sentito parlare.
Eppure lui vota come noi.
Ho finalmente scoperto chi è il mio misterioso compagno di banco nell'ora di Bank Regulation.
Dimostra l'età di mio padre e se lo incontrasse per i corridoi della Law School lo scambiereste per un parente orientale di un pescatore di Santa Maria (quartiere di Barletta vicino al porto ed al mare). Ha sempre scarpe da ginnastica e tuta acetata simile a quella di Piero Scamarcio, cantante neomelodico interpretato da Emilio Solfrizzi.
In realtà non ha niente a che fare con la pesca e nemmeno con la caccia o l'educazione fisica.
Il mio compagno di banco, ho scoperto via Internet, è un giudice di un'alta giurisdizione della Corea del Sud.
Per la serie "di festa in festa" questa settimana c'è "l'International week": oggi alla Law School c'è stata una mitica gara di cucina stravinta dalla squadra israeliana, e domani ci saranno danze e canti orientali.
Venerdì c'è la mega festa di Halloween "istituzionale", per cui la School ha speso oltre 20mila dollari. Sabato, invece, la festa "autorganizzata" dagli studenti stranieri.
Troppi impegni...
Ci sono solo 5 ore di differenza., In ogni caso, tra un pò sarete già svegli.
Io vado a dormire.
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOD MORNING, BARLETTA!
Non so se andare alla festa di Sabato.
Non è per "motivi religiosi", è che non ho troppa voglia di cercare il vestito e poi passare una serata vedendo i colleghi ubriacarsi ed iniziare a vomitare.
D'altra parte è un'occasione per vedere una tipica festa americana.
Non so proprio che fare.
HAlloween non mi piace nè in Italia nè in U.S.A.
Il blog poco aggiornato e le cartoline ancora sulla mia scrivania sono la prova che la settimana dopop il Fall break, la pausa delle lezioni, l'ho passata tra i libri.
Il fuso orario ha spostato le lancette in Europa ma non in Canada e Stati Uniti. Quindi, per ora le ore che ci separano sono 5 e non sei come al solito.
Gli esami sono vicini , Natale si avvicina ed il tempo da trascorrere ancora qui, prutroppo, si accorgia...
Good Morning, Barletta
"Questo aereo è super sicuro. Non può cadere, avraà trasportato mille persone" ho sentito in uno strano inglese.
Ed allora mi sono girato ed a muso duro ho detto al ragazzo che c'era dietro di me:"smettila di fare l'italiano che vuole farsi riconoscere".
Michele da Ancona, classe '92, sta frequentando quest'anno scolastico in Missouri anzichè nel suo Liceo Scientifico.
Lo ammiro perchè ha deciso di lasciare per un anno la sua famiglia e, sorpattutto, i suoi amici, ed imbarcarsi in un'avventura lunga e difficile.
Abbiamo parlato dell'università italiana ed americana, dei nostri coetanei- molto simili-, dell'aumento dell'uso dell'alcool tra i giovanissimi connazionali ed, ovviamente, degli americani.
"Pensa: la prima sera sono stato ad unaf esta e dopo 3 ore avevo tre ragazze" mi ha detto con la stessa espressione soddisfatta che dovevano avere i ricercatori d'oro qualche secolo fa quando, dopo un lungo viaggio, riuscivano a trovare il metallo tanto prezioso.
Mentre parlavamo le sue amiche ci scattavano le foto, come se non avessero mai visto due italiani parlare.
Arrivati a Chicago, con la stessa discrezione che avrebbe un elefante in una cristalliera, Michele ha gridato ad una sua amica:"C'è un italiano, c'è un italiano!".
Il problema è che questa ragazza era in prima fila, mentre noi eravamo nell'ultima, ed ha iniziato a gridare:"Che bello! Finalmente posso parlare nella mia lingua" (perchè, come parla con Michele? In Inglese?) . Intanto tutti i passeggeri guardavano increduli questa scena degna del peggior "Carramba che sorpresa!"
Al ritiro dei bagagli questa ragazza- di cui non farò il nome per discrezione- ha iniziato a parlare a raffica.
Avevo le buste di un noto parco di divertimenti e lei mi ha fatto una domanda intelligentissima:"Ma sei stato al parco?".
Le ho risposto altrettanto intelligentemente:"No, sono andato ad Orlando, ho preso la busta e me ne sono andato".
"Davvero?"
Allora ha iniziato a parlare a raffica ed io ho staccato il cervello. Fino a quando non ho sentito-non so in quale contesto- "perchè in fondo, io, sono una troia". Allora mi sono fermato, l'ho guardata con aria severa e le ho detto:"Io non me ne vanterei più di tanto..."
Questa settimana non ho avuto lezioni e sono stato prima in Florida ed ora in Illinois, a Chicago, da dove vi scrivo.
Sono a casa di un amico italiano che abita al ventiquattresimo piano di un bel grattacielo del centro. La vista è stupenda.
Qui è quasi mezzanotte e mezzo, le sette e mezzo in Italia.
Io sono pronto per andare a dormire e vi immagino a stiracchiarvi pronti per iniziare la giornata.
Good morning, Barletta!
"What about your President?"
Un articolo in prima pagina del New York Times ha fatto rinascere nei colleghi americani ed intenazionali la curiosità per la politica del nostro paese.
Così è da Mercoledì che passo le mie giornate a spiegare non solo la decisione, ma anche il sistema giudiziario italiano, le corti, l'importanza delle leggi scritte e la differenza tra Cassazione e Corte Costituzionale (in USA "riunite" nella Corte Suprema).
Non parlerò della politica italiana, "sennò ci dobbiamo andare a suicidare"-come disse un mio apprezzato e storico professore delle superiori.
Ma credo che le risate che si sono fatti gli studenti Repubblicani quando ho spiegato loro che Mister B si è fatto una legge che sospendeva i processi in cui lui stesso era imputato valgano più di mille sentenze della Corte Costituzionale.
Ovviamente, da stamattina rigiro la domanda:"What about your Nobel Prize President?"
La faccia che mi fanno è interpretabile come un "cosa cavolo me ne frega?"
Anzi, stamattina molti non lo sapevano nemmeno e pensavano che li stessi prendendo in giro.
Per alcuni Obama non ha fatto niente di ciò che ha promesso, per altri sta facendo molto.
Diciamo che nei programmi satirici Obama viene presentato come uno che parla tanto e non fa niente.
Intanto, ha presentato la sua riforma del sistema sanitario.
Se un ragazzo si frattura una gamba magari cadendo dalla bicicletta, difficilmente chiamerebbe un'ambulanza.
Costa più di 500 dollari.
Chiamerebbe qualche amico e si farebbe portare in Ospedale.
Però non al pronto soccorso, perche l'Emergency Room (avete presente la serie televisiva E.R.?) costa 150 dollari.
Se il ragazzo ha l'assicurazione Se non ce l'ha almeno 500.
Il povero fratturato andrebbe direttamente all'ambulatorio dell'ortopedico e, dopo aver fatto una fila e pagato 10 dollari (se ha l'assicurazione, altrimenti 150) all'ortopedico e 25 per la Radiografia (no assicurazione 250) finalmente gli possono mettere il gesso (circa 100 dollari) oppure un'ottima immobilizzazione dell'arto in resina, resistente e leggerissima (300 circa).
L'assicurazione sanitaria normalmente ce l'hanno tutti quelli che lavorano.
Chi non lavora, non ha copertura, che comunque è nel 90% dei casi parziali, cioè come spiegato sopra.
Capite che non qui ammalarsi o farsi male è una sfiga potentissima.
Ieri alle 20,35 è ufficialmente iniziato il mio Fall Break. Una settimana a metà semestre senza lezioni.
Utile per tirare il fiato e per fare i conti con il calendario: la mia esperienza (e l'esistenza di questo blog) è arrivata già a metà.
Tra due mesi farò gli esami finali e dopo sarò di nuovo in Italia a prepararmi per quelli italiani (purtroppo).
Ma per ora, godiamoci questa settimana di relax.
Vi immagino a stiracchiarvi con la voglia di rimanere nel letto.
Il luogo dal quale vi scrivo e su cui mi sto per addormentare....
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOD MORNING BARLETTA
"Cazzone americano" è l'insulto usato, in alcune parti di Barletta, come superlativo di "cazzone".
Eppure nella vicenda che vi sto per raccontare la figura del cazzone la fa un italiano e, di riflesso, un pò tutti i ragazzi della mia generazione.
Qualche giorno fa un mio amico connazionale ha pubblicato (su FB) una foto in cui era ritratto in mezzo a due ragazze.
Non due modelle nè tanto meno due racchie, due ragazze carine e, soprattutto, straniere (seppur europee).
Dopo poche ore il cazzone, amico su Facebook dell'italiano, ha lasciato un solo commento "Ma chi è quella cicciona a sinistra?"
Il problema non è soltanto che quella ragazza non è cicciona, ma anche che quella ragazza sa l'italiano.
Ed appena ha letto la frase (di certo non complicata da tradurre) è andata su tutte le furie.
Allora lei e le sue amiche sono andati dal ragazzo a chiedergli spiegazioni e la prima domanda che gli hanno fatto è "come fai ad essere amico di uno del genere?"
Per loro è inconcepibile esprimere questi commenti a voce, anche tra amici, figuratevi su facebook, un luogo pubblico.
Per noi, purtroppo, è normale.
Frequento ambienti molto vari: studenti di legge internazionali ed americani, studenti dell'"undergraduate" (la nostra laurea triennale, che qui dura 4 anni) americani e sud-americani.
Mi sono trovato a discorsi "tra uomini", ma non ho mai sentito commenti a proposito delle ragazze assenti o di quelle che passavano anche se carine e vestite succinte.
Certo, mi hanno chiesto se le italiane sono belle e cosa penso delle ragazze americane ma mai nessun commento "singolo", mai un "me la farei" mai un "è proprio bona".
Questo non significa che vivano in un mondo completamente diverso o che si astengano dai rapporti sessuali, significa semplicemente che non hanno la mentalità del "sessointutto".
Subito mi tirerete in mezzo American Pie.
Ma sappiate che anche se alcune di quelle cose sono vere, esse avvengono in spazi e tempi ben delimitati, il sesso non è costantemente presente nella vita pubblica o nei discorsi degli undergraduate e dei graduate students.
Oggi un mio compagno di classe ed Amico, Gaetano, compie 23 anni in Texas, dove si trova a fare lo scambio e dove è famoso e popolare tra gli studenti, visto che è la seconda volta che va in scambio ad Austin. Ormai fa anche i caffè a casa Bush.
A Gaetano Tanti Auguri.
A me, Buona Notte.
A voi, miei cari lettori...
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOD Morning, Barletta
Have a nice day!